La post televisione

Comitato “Amici di Edmondo Berselli”

Il 18, il 22 e il 29 aprile tre incontri con protagonisti del giornalismo, della politica, dell’economia, dei media nazionali.

 

La post televisione

 

La sua città, Modena, per iniziativa del Comitato “Amici di Edmondo Berselli” e con il patrocinio del Comune e della Regione, anche quest’anno ricorda il giornalista e intellettuale scomparso l’11 aprile di tre anni. Per il terzo anno, lo fa organizzando una tre giorni di appuntamenti pubblici – il 18, il 22 e il 29 aprile – durante i quali protagonisti ed esperti di primo piano del giornalismo, della politica, dell’economia e dei media nazionali, sono chiamati a osservare e descrivere l’Italia di oggi prendendo spunto dal lavoro poliedrico e dagli scritti di Berselli.

I temi affrontati in questa terza edizione dell’iniziativa “Quel gran genio del mio amico” sono appunto economia, televisione, politica. Anzi, in omaggio al suo libro “Post italiani, cronache di un paese provvisorio”, la “post economia”, la “post televisione”, la “post politica”.

Domani, 18 aprile alle 18 presso la Camera di Commercio di Modena, è previsto il primo appuntamento: “La post economia. Più poveri e meno europei o più sobri e più solidali?”. All’incontro, moderato da Beppe Berta, storico dell’Economia all’Università Bocconi, intervengono Patrizio Bianchi, economista e assessore alla Scuola e Lavoro della Regione Emilia-Romagna, e Michele Salvati, docente all’Università di Milano, direttore della rivista “Il Mulino” e commentatore del “Corriere della Sera”. Punto di partenza sarà il libro di Berselli “L’economia giusta” – ripubblicato nel 2012 da Einaudi con prefazione di Romano Prodi – un saggio breve e complesso, anticipatore della difficile situazione che stiamo vivendo con la crisi economico-finanziaria.

Seguono il 22 aprile l’incontro sulla “post televisione”, sottotitolo “Rischi e occasioni della videodemocrazia”, con Carlo Freccero e Aldo Grasso e, il 29 aprile, l’appuntamento con la “post politica”, con Ilvo Diamanti, Nando Pagnoncelli e Arturo Parisi.